Project & Innovation Manager
Porto la tecnologia reale nella Medicina veterinaria e nell'approccio One Health.
Il mio percorso parte dall'Istituto Tecnico Agrario Emilio Sereni, eccellenza agritech in Italia, dove nasce il mio interesse per il benessere animale. Ho poi conseguito una laurea in Economia e Gestione Aziendale all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e una laurea magistrale alla Sapienza Università di Roma in Technology Management, Innovation and Sustainability, in parallelo a un Master di primo livello in Economia, Management e Innovazione Sociale.
La tesi magistrale ha studiato il grado tecnologico del settore veterinario, trasformando l'azienda di famiglia, Clinica Veterinaria Giaconella, nella prima clinica veterinaria 5.0 d'Europa — riconosciuta dalla FVE con il premio Great Veterinary Workplace 2025. Oggi coordino lì innovazione e ricerca, e collaboro con altre strutture come Innovation Manager, formatore e mentore su progetti di stampa 3D, realtà mista, robotica e AI.
Mi sono dato una sfida precisa: realizzare almeno un progetto concreto in ognuno dei domini tecnologici dell'Industria 4.0. Questi sono i quattro su cui lavoro oggi.
Modelli anatomici e strumenti personalizzati a supporto della pianificazione chirurgica e della didattica clinica.
Software per la pianificazione chirurgica e per la chirurgia stessa, ambienti immersivi per la formazione, simulazione di procedure e comunicazione con i proprietari degli animali.
Soluzioni robotiche a supporto di procedure diagnostiche, laboratorio e gestione operativa della struttura.
Strumenti di supporto decisionale, analisi dati clinici e automazione dei flussi di lavoro amministrativi.
Formazione
Aggiorno medici e staff sulle tecnologie emergenti applicabili alla pratica clinica, con un approccio pratico e non teorico. Faccio inoltre formazione nei licei, per docenti e studenti universitari.
Ricerca
Supporto la ricerca medica che utilizza queste tecnologie e guido verso la pubblicazione scientifica dei risultati. Aiuto diplomati europei, dottorandi e chi affronta un percorso di specializzazione universitaria a strutturare la propria ricerca e ad arrivare alla pubblicazione.
Validazione
Verifico l'efficacia e l'applicabilità clinica reale di un nuovo prodotto o strumento prima della sua adozione.
Assessment
Valuto il grado tecnologico della struttura e delle competenze del team, individuando con precisione i gap da colmare.
Accessorio
Fare innovazione richiede un'azienda sana: offro anche un supporto di controllo di gestione a chi vuole partire da basi solide.
Hai un'idea legata a una tecnologia Industria 4.0/5.0, o vuoi partecipare a un bando, ma non sai se hai i mezzi e le risorse per svilupparla.
Valuto il grado tecnologico attuale della clinica e del team: cosa già funziona e su cosa si può costruire.
Capisco quali competenze, strumenti o processi mancano e definisco come colmarli.
Strutturo il progetto in modo concreto e sostenibile, pronto per essere sviluppato.
Ti accompagno nello sviluppo e nel lancio, con l'obiettivo di portare il progetto sul mercato.
Stampa 3D
Community diffusa di 80 maker che, durante la pandemia, ha stampato e distribuito gratuitamente oltre 20.000 visiere protettive e altri DPI in 3D a medici, infermieri e forze dell'ordine.
Startup Italia →
Stampa 3D
Ideazione e sviluppo delle valvole ITALICA e ITALICA 2C, stampate in 3D per convertire le maschere da snorkeling Easybreath in respiratori per la terapia intensiva. Campagna di crowdfunding gestita interamente, con adozione anche in Brasile.
Corriere della Sera →
Spatial Computing
Prima laparoscopia veterinaria al mondo eseguita con un visore di realtà mista. Ho gestito l'integrazione del visore con la strumentazione chirurgica e la formazione del team, contribuendo poi allo sviluppo di EirSurVision, il software per la chirurgia veterinaria tramite visori a realtà mista nato da questa esperienza.
Consumerismo.it →
One Health
Trasformazione della clinica di famiglia nella prima clinica veterinaria 5.0 d'Europa, nata dalla mia tesi magistrale sul grado tecnologico del settore. Riconosciuta dalla FVE come miglior luogo di lavoro veterinario d'Europa, categoria piccole strutture.
Vet33.it →Nessun modulo da compilare: scrivimi su WhatsApp e organizziamo una call nei prossimi giorni.
Lavoro principalmente con cliniche e strutture veterinarie, aziende e startup del settore pet-tech e med-tech, università, ricercatori ed enti che vogliono introdurre o sviluppare tecnologie innovative nel settore One Health.
No, non è necessario avere già un progetto definito. Posso intervenire sia nelle fasi iniziali, quando esiste soltanto un'esigenza, un'idea, un problema da risolvere o un'opportunità tecnologica da valutare, sia quando il progetto è già stato avviato.
Normalmente il primo passo è un confronto iniziale per capire quali sono gli obiettivi, le risorse disponibili, le competenze già presenti e la reale fattibilità dell'idea. Quando necessario, questo primo confronto può essere seguito da un assessment della struttura e del team, utile a comprendere cosa funziona già, quali sono i gap e quali priorità affrontare.
Se invece il progetto è già in corso, posso intervenire per analizzarne le criticità, valutare l'applicabilità delle soluzioni individuate, coordinare attività e professionisti, supportare la formazione del personale o accompagnare il passaggio dalla sperimentazione a un progetto più strutturato.
L'obiettivo è lo stesso in entrambi i casi: trasformare un'esigenza o un'idea in un progetto con obiettivi chiari, risorse adeguate e un'applicazione reale.
No, e credo che proprio questo sia uno dei punti di forza del mio modo di lavorare. Il valore della mia consulenza nasce dalla combinazione di tre elementi: il mio percorso multidisciplinare, l'esperienza tecnologica costruita sul campo e il network sviluppato negli anni.
Il mio percorso non ha seguito una strada tradizionale: sono partito da un istituto tecnico agrario per arrivare agli studi in Economia, Management dell'Innovazione, Tecnologia e Sostenibilità, affiancando negli anni formazione, lavoro, volontariato e sviluppo di progetti. Questo mi ha abituato a muovermi tra discipline differenti e a osservare uno stesso problema da prospettive tecnologiche, organizzative ed economiche diverse.
Anche il mio rapporto con la tecnologia nasce soprattutto dall'esperienza diretta: negli anni ho progettato, sperimentato e lavorato con stampa 3D, realtà estesa e spatial computing, robotica, intelligenza artificiale e altre tecnologie emergenti. Questo significa conoscere non soltanto ciò che può funzionare, ma anche i limiti e le difficoltà che si incontrano quando una tecnologia deve uscire dalla fase dimostrativa ed entrare realmente in un'organizzazione.
Infine, non lavoro in isolamento: negli anni ho costruito una rete di relazioni tra professionisti, medici veterinari, aziende, startup, ricercatori e università. Quando un progetto richiede una competenza che non possiedo direttamente, individuo la competenza necessaria e contribuisco a costruire il team più adatto al problema.
Il mio valore, quindi, non è "fare tutto". È capire il problema, collegare discipline differenti, individuare le tecnologie realmente utili e mettere intorno allo stesso tavolo le persone necessarie per trasformare un'idea in qualcosa di concreto.
Non necessariamente. Innovare non significa acquistare tecnologia a ogni costo.
Prima di introdurre nuovi strumenti preferisco capire come vengono utilizzati quelli già presenti, quali competenze possiede il team, come funzionano i processi e dove esistono inefficienze o opportunità di miglioramento.
In alcuni casi può essere utile introdurre un nuovo dispositivo, un software, un sistema di intelligenza artificiale, una soluzione robotica o una tecnologia di spatial computing. In altri, il miglior risultato può arrivare dall'integrazione di strumenti già disponibili, dall'automazione di un processo o dalla formazione delle persone.
La domanda che cerco di porre non è "quale tecnologia possiamo acquistare?", ma "quale problema vogliamo risolvere, e qual è lo strumento più efficace e sostenibile per farlo?"
Sì. Supporto professionisti, specializzandi, dottorandi, università e gruppi di ricerca nei progetti che coinvolgono tecnologie emergenti applicate alla medicina veterinaria e al One Health — dalla strutturazione dell'idea di ricerca, al coordinamento delle attività, fino al percorso che può portare a una pubblicazione scientifica.
Mi occupo inoltre della validazione progettuale e applicativa di nuovi prodotti e tecnologie: capire se una soluzione risponde realmente al problema per cui è stata progettata, se può essere integrata nel contesto operativo previsto e quali limiti devono essere affrontati prima di un'adozione più ampia. Un processo utile in particolare per startup e aziende che sviluppano soluzioni pet-tech o med-tech.
Questa validazione non sostituisce naturalmente eventuali certificazioni, autorizzazioni o procedure normative necessarie per la commercializzazione di dispositivi o prodotti sanitari.
Sì. Sono disponibile per interviste, podcast, articoli, eventi e contributi editoriali sui temi dell'innovazione, delle tecnologie emergenti, della medicina veterinaria e dell'approccio One Health.
Lavorando nel settore health considero però particolarmente importante la qualità della comunicazione scientifica: per questo chiedo, quando possibile, di poter visionare prima della pubblicazione le parti che riportano mie dichiarazioni o contenuti tecnico-scientifici. L'obiettivo non è intervenire sulle scelte editoriali, ma verificare che informazioni e concetti scientifici vengano riportati correttamente — evitare semplificazioni fuorvianti, soprattutto quando si parla di salute e nuove tecnologie, per me fa parte del lavoro.
Sì. Lavoro sia online sia in presenza e non ho particolari vincoli geografici. Posso organizzare percorsi di formazione online, in presenza oppure in modalità ibrida, costruiti in funzione del pubblico, delle tecnologie trattate e degli obiettivi. Faccio formazione con professionisti e aziende, ma anche con licei, docenti e studenti universitari — privilegiando sempre un approccio pratico.
La mia base operativa è a Roma, in Via Eugenio Checchi 53. Per incontri e riunioni utilizzo anche diversi spazi di coworking e sedi partner. Mi sposto inoltre in tutta Italia e sono disponibile per consulenze, formazione, progetti, eventi e collaborazioni all'estero: quando il progetto lo richiede posso lavorare direttamente presso la sede del cliente.
Sì. Posso supportare aziende, strutture, startup ed enti nella trasformazione di un'idea iniziale in un progetto strutturato, anche quando l'obiettivo è partecipare a un bando, accedere a un incentivo o valutare un'opportunità di finanziamento: definizione dell'idea progettuale, individuazione di tecnologie e competenze necessarie, valutazione delle risorse e coordinamento delle attività.
Quando si parla di Industria 4.0 e 5.0, considero importante non partire dal finanziamento per decidere cosa acquistare. Preferisco il percorso inverso: prima individuiamo un problema reale e definiamo un progetto capace di generare valore, poi verifichiamo se esistono strumenti di finanziamento coerenti con quel progetto. La modalità dipende naturalmente dal singolo bando e dallo stato di avanzamento dell'iniziativa.
Il costo dipende dal tipo di intervento, dalla durata, dalla complessità del progetto e dal livello di coinvolgimento richiesto. Un assessment tecnologico, una consulenza su un progetto specifico, un percorso di formazione o il coordinamento di un'attività di ricerca hanno caratteristiche molto differenti — per questo preferisco non applicare un pacchetto standard prima di aver compreso l'esigenza.
Il punto di partenza è una breve call conoscitiva, durante la quale puoi raccontarmi la struttura, il progetto, l'idea o il problema che vuoi affrontare: serve innanzitutto a capire se e come posso essere realmente utile. Quando è necessario un intervento strutturato, definisco poi attività, obiettivi, tempi e modalità di collaborazione.
Per i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 20 anni che vogliono confrontarsi con me su un'idea, un progetto o un prototipo, la prima consulenza è gratuita — una scelta legata al mio percorso personale e alla volontà di offrire a chi sta iniziando quel primo confronto che può essere importante quando si è molto giovani.
Quando parlo di Industria 4.0, 5.0 e, guardando al futuro, di Industria 6.0, cerco di non usarle come semplici etichette per parlare genericamente di innovazione.
Industria 4.0 ha costruito una parte importante della base tecnologica della trasformazione digitale: sistemi interconnessi, Internet of Things, dati, cloud, robotica, produzione additiva, automazione, sistemi cyber-fisici. Il vero cambiamento non consiste nell'acquistare una macchina più moderna, ma nel creare un ecosistema in cui tecnologie, informazioni e processi comunicano e generano valore insieme.
Industria 5.0 parte da questa base e pone ancora più attenzione alla persona, alla sostenibilità e alla resilienza delle organizzazioni. In una clinica non avrebbe senso automatizzare un processo solo perché tecnicamente possibile: bisogna chiedersi quale impatto avrà sul veterinario, sul personale, sul paziente animale, sul proprietario e sulla sostenibilità economica della struttura.
Industria 6.0 non è ancora un paradigma consolidato, ma un concetto emergente: trovo interessante la progressiva convergenza tra AI avanzata e agentica, robotica autonoma, digital twin, sensoristica continua e spatial computing — e nel settore health, la crescente convergenza tra tecnologia e biologia (digital twin del paziente, biomateriali, stampa 3D applicata alla medicina, diagnostica predittiva, chirurgia robotica).
La veterinaria non riguarda esclusivamente la cura degli animali: è una componente fondamentale dell'approccio One Health, che riconosce l'interconnessione tra salute animale, salute umana e ambiente. Zoonosi, antibiotico-resistenza, sicurezza alimentare ed epidemiologia sono problemi che non si possono affrontare separando medicina umana, veterinaria e ambiente.
Ho scelto di lavorare nell'innovazione applicata alla medicina perché considero la salute uno degli ambiti dove la tecnologia genera l'impatto più importante sulla società. Ho scelto la veterinaria in particolare perché mi sembrava il terreno più difficile — meno risorse, meno investimenti, un ecosistema tecnologico più frammentato rispetto alla medicina umana — ed è proprio questa difficoltà ad avermi attratto. Mi è sempre piaciuta la narrativa di Davide contro Golia: quando hai meno risorse sei costretto a progettare meglio ed eliminare il superfluo.
E perché, allora, non ho studiato Medicina Veterinaria? Perché ho capito presto che il contributo che volevo dare non era quello del clinico. Il mio interesse è sempre stato rivolto a ciò che sta intorno e davanti all'atto medico: tecnologia, organizzazione, ricerca, trasferimento tecnologico. Non cerco di sostituirmi al medico veterinario — il mio ruolo è diverso e complementare: contribuire a progettare e rendere accessibili tecnologie e strumenti che possano amplificare il lavoro di molti professionisti.